URBANISTICA
Paesaggi e neo-paesaggi, ovvero la nuova immagine e il nuovo assetto del nostro Paese

Relatore: ENDRI ORLANDIN

Il paesaggio del nostro Paese è da sempre identità e risorsa, tutelato dalla Costituzione e dalla legislazione. Ciononostante sembra che continuamente, inconsapevolmente o consapevolmente, ci si dimentichi dell’importanza che questo bene ha per la collettività e come esso non sia inesauribile.
L’atteggiamento contemporaneo appare assai incerto e tra una deriva espansiva e una conservativa sempre più frequentemente si tende a scegliere quella orientata al consumo di risorse limitate (e tra queste anche il paesaggio), adducendo spesso giustificazioni inverosimili: un’improbabile autosufficienza energetica, ipotetiche “politiche verdi”, oppure una non eludibile esigenza di mobilità (meglio se sostenibile) di persone e merci.
Tale approccio sta progressivamente alterando in maniera irreversibile il nostro Paese, in alcuni casi partendo da assunti parzialmente condivisibili, in altri fortemente in contrasto con i dettati della carta costituzionale.
Appare pertanto interessante riflettere su quali siano le scelte, e ancor più gli esiti, che hanno determinato le trasformazioni, nel corso degli anni, del paesaggio italiano.
Il punto di vista che si sceglie per narrarne le trasformazioni è quello del suo “consumo”, della sua “rinnovata immagine” e del suo “ri-assetto”.
A tal fine verranno presentati per ogni ciclo di lezioni alcuni esempi significativi di paesaggi (costieri, alpini, collinari, fluviali, etc.) o neo-paesaggi (urbani, delle energie rinnovabili, delle infrastrutture, della produzione agricola, etc.) che rappresentano paradigmaticamente gli esiti delle trasformazioni antropiche avvenute nel corso degli anni.