STORIA DI VENEZIA
I SECOLARI RAPPORTI TRA LA SERENISSIMA E LA CHIESA

Relatore: LINO GATTO

Quella dei rapporti tra Stato e Chiesa è una vicenda di lungo periodo, un fil-rouge da sempre caratterizzato dalle posizioni giurisdizionalistiche dello Stato Veneziano, anche se va detto che il giurisdizionalismo veneziano, attraverso i secoli, diventa di volta in volta più o meno intransigente o più o meno accomodante in relazione ai periodi di maggior forza o di maggior debolezza della potenza della Serenissima.
Altrettanta intransigenza era usata dalla Sede Apostolica nel difendere e sostenere le sue prerogative ed i suoi privilegi.
Venezia ha sempre sostenuto una netta distinzione tra la sfera temporale e quella spirituale, difendendo le prerogative giurisdizionali dello Stato e cercando di attuare un rigido controllo sulle strutture ecclesiastiche venete.
Un documento interessante da ricordare a questo proposito, è costituito dalla Scrittura presentata al Senato Veneziano il 12 giugno 1767 dalla “Deputazione straordinaria aggiunta al Collegio dei Dieci Savii sopra le decime in Rialto”, più brevemente detta “Deputazione ad pias causas”. In questo documento, oltre all’analisi delle strutture ecclesiastiche in beni e uomini dello Stato Veneziano e delle proposte di riforma atte ad arrestare il passaggio dei beni dalla sfera laica a quella ecclesiastica, la “Deputazione ad pias causas” svolge anche un excursus storico riportando tutte le leggi veneziane in materia ecclesiastica e tutte le vicende dei plurisecolari rapporti tra Venezia e Roma, e tra Venezia e le strutture ecclesiastiche venete, dal 1232 al 1767.