STORIA DELL’ARTE – BIENNALE E DINTORNI

Relatore: CLAUDIO RICCIARDI

Si partirà con l’analisi della nascita dell’Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia (1895) con i protagonisti (Riccardo Selvatico, Mario De Maria, Augusto Sezanne, Filippo Grimani, Antonio Fradeletto, Antonio Maraini e Giovanni Bordiga) e fortemente divisi, in una Venezia divisa, tra istanze progressiste-moderniste, che vedono in Riccardo Selvatico il principale fautore, e le istanze conservatrici, rappresentate in primis da Filippo Grimani, sindaco di Venezia dal 1895 al 1919.
Attraverso l’analisi delle opere esposte nelle Prime edizioni, 1895-1910, si vedrà come la Biennale mostri un’attenzione prevalente ad esperienze artistiche mitteleuropee (carattere di fondo ideista/simbolista), trascurando quelle di matrice francese (carattere di fondo modernista/avanguardie).
Ci si soffermerà in particolare sui “Ribelli di Ca’ Pesaro” (1908-1920), guidati
magistralmente dal critico Nino Barbantini (vera anima della costituente Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro) e tesi verso le forme d’arte più avanzate di Vincent Van Gogh, Paul Gauguin e il gruppo dei Fauves, e si collegherà il gruppo dei capesarini con alcuni artisti presenti a Venezia, di larga influenza sui destini della Biennale: Modigliani, Boccioni, Casorati.
Infine si registreranno nelle Biennali del Primo dopoguerra le tendenze verso forme artistiche orientate in un sistema culturale di Richiamo/Ritorno all’ordine (ce n’era bisogno di ordine dopo le lacerazioni prodotte dalla guerra a anarchicamente interpretate dall’arte ) nel movimento Novecento, gruppo che condividerà le scene delle Biennali con il Neofuturismo.